Fondo pensione, un’opportunità necessaria

Le varie riforme delle pensioni che si sono succedute negli ultimi 30 anni sono andate tutte nella direzione di rendere il sistema pensionistico pubblico sostenibile e coerente con le nuove dinamiche demografiche e occupazionali. Da un lato, infatti, l’età media della popolazione è aumentata e, dall’altro, l’ingresso tardivo dei giovani nel mercato del lavoro ha accresciuto lo squilibrio delle casse previdenziali pubbliche.

La necessità di colmare il gap pensionistico è diventata ormai ineluttabile per tutti, ed è divenuta improcrastinabile la relativa assunzione di coscienza. L’abbandono definitivo del sistema retributivo e l’istituzione per tutti del sistema contributivo, determinano la necessità di partire subito con i versamenti alla pensione integrativa.  Anche piccole cifre investite da giovani consentono, per un verso in virtù del meccanismo della capitalizzazione composta e per altro grazie alla crescita dei mercati azionari nel lungo periodo, di raggiungere un grande obiettivo finale; al contrario, pensare alla previdenza complementare dopo i 40 anni comporta un investimento molto gravoso.

Per rendere l’idea dell’importanza dello sforzo economico necessario a colmare il gap, basti pensare che, per avere 1000€ mensili di integrazione pensionistica a 67 anni, servono quasi 250.000€ di montante (versamenti + rivalutazioni) previdenziale!

Per agevolare la pensione integrativa lo Stato ha reso deducibili i contributi versati alle forme pensionistiche complementari, fino ad un massimo di 5164,57 €, e per i dipendenti ha consentito di versare anche il tfr. Per chi ha aliquote fiscali elevate il fondo pensione è a tutti gli effetti una grande opportunità di risparmio fiscale ma, anche per coloro che hanno redditi più bassi, il fondo pensione conviene sempre. Infatti, l’aliquota fiscale irpef minima è del 23%, mentre la tassazione massima a scadenza del fondo pensione è del 15%, che può scendere fino al 9% a seconda degli anni di permanenza nella previdenza complementare.




Inoltre, per coloro che versano il tfr nel fondo pensione, il vantaggio fiscale è notevole, essendo il tfr tassato con l’aliquota fiscale media degli ultimi 5 anni (tassazione separata), mentre il fondo pensione al massimo è tassato al 15% (min 9%). Anche le rivalutazioni sono favorevoli al fondo pensione rispetto al tfr. Quest’ultimo, infatti, si rivaluta in base all’inflazione (circa il 2% all’anno), mentre il fondo pensione in base alla linea di investimento scelta. Qui bisogna sgombrare il campo dai preconcetti e dai cattivi consigli. Quando si investe sulla propria pensione e si hanno a disposizione 20-30-40 anni, NON bisogna MAI privilegiare le linee garantite ma optare per linee azionarie o bilanciate, in modo da sfruttare al massimo la crescita che il mercato azionario garantisce nel lungo periodo.

Nonostante i vantaggi della pensione integrativa, nel nostro Paese sono ancora poche le persone che hanno deciso di aderire; solo un lavoratore su tre ha una posizione aperta presso una forma pensionistica complementare. Colpa della limitata conoscenza dello strumento e delle poche informazioni in merito. E' compito di tutti gli operatori del settore spiegare (soprattutto ai giovani) l'importanza di aderire subito alla previdenza complementare onde evitare di ritrovarsi tra trent'anni con un tenore di vita non in linea con le proprie aspettative.


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Vincenzo Menna

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari con Iscrizione Numero 12461 del 29/03/2000

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