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CRISI E OPPORTUNITA’, CHI HA CORAGGIO VINCE

La paura è l’emozione umana più forte. Nessuno si sveglierebbe nel cuore della notte perché si sente felice. La paura guida le nostre azioni e determina i risultati delle nostre scelte. A volte ci aiuta, ad esempio ad evitare i pericoli, altre volte ci induce a commettere degli errori.

Nel campo degli investimenti finanziari la paura la fa da padrona, facendoci optare per scelte sbagliate. Se cosi non fosse saremmo tutti ricchi, dal momento che i mercati azionari mondiali crescono da oltre un secolo, con rendimenti di circa l’8% all’anno.  

Gli ingredienti di un buon investimento sono quattro: TEMPO, DIVERSIFICAZIONE,  STRUMENTI EFFICIENTI e GESTIONE DELLE EMOZIONI. Quando tutti questi elementi sono presenti e rispettati, il risultato è una logica conseguenza; al contrario, la mancanza di uno solo di essi pregiudica il risultato finale.

La gestione dell’emotività (e della paura in primis) è - a mio avviso- l’elemento più importante.

In un momento difficile come quello attuale tenere a bada le emozioni è difficile perfino per gli operatori professionali, figuriamoci per i risparmiatori. Chi si è affidato ad un consulente finanziario gode di una situazione di privilegio, avendo un interlocutore con cui parlare e con cui prendere le decisioni. Chi, al contrario, si è rivolto allo sportello bancario o alle Poste, si trova in una situazione più complicata, perché spesso è ignaro della situazione dei propri investimenti e scopre solo dall’e/c di fine anno la gravità delle perdite. Anche per gli investitori più evoluti, coloro che si rivolgono ai robo-advisor, la mancanza di un’interfaccia può pesare molto quando le cose non vanno bene.   

Per vincere la paura, e trasformare la crisi in opportunità, serve conoscere come funzionano i mercati finanziari e le loro regole.

Statisticamente, dal dopoguerra ad oggi, i bear market (cioè le discese di oltre il 20%) sono stati 15 e si sono presentati in media una volta ogni 5 anni. Un mercato orso non deve scoraggiarci per il semplice motivo che esso non è eterno, ma dura in media poco più di un anno. I più lunghi, quelli del 1973-74 e del 2008-2009, sono durati circa due anni. 

Ma cosa è successo dopo? Negli anni successivi alle cadute, c’è sempre stata una ripresa impetuosa delle quotazioni, con rendimenti spesso a due cifre. Ricordiamoci inoltre che il numero di anni che il mercato sale è di gran lunga superiore agli anni di discesa

Il consulente appare ormai come uno psicologo che deve supportare il cliente nei momenti di calo dei mercati, non semplicemente rassicurandolo ma facendogli capire che mantenere fermo l’orizzonte temporale, i propri obiettivi e comprare a prezzi bassi produrrà notevoli vantaggi in futuro, quando le cose andranno meglio.

Dietro ogni CRISI si nasconde sempre un’OPPORTUNITA’. Per coglierla però servono coraggio e conoscenza. Se a vincere è la paura, si avranno solo perdite.

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